L’Arabo, lingua ufficiale in ventidue nazioni


L’arabo è una lingua semitica parlata da almeno 400 milioni di madrelingua distribuiti nel mondo e costituisce una sorta di passepartout all’interno della comunità dei musulmani. È la lingua ufficiale di ben 22 paesi, tutti aderenti alla Lega Araba: dal Medio Oriente al Nord Africa (fino alla Mauritania e al Sudàn), dal Golfo Persico all’Iràq, è la lingua che unisce un vasto territorio complesso da molti punti di vista. L’arabo è, inoltre, una delle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite; l’UNESCO celebra questa lingua il 18 dicembre di ogni anno realizzando delle iniziative a favore della promozione della multiculturalità e del multilinguismo.


L’ARABO, LINGUA UFFICIALE DI 22 NAZIONI
I ventidue paesi in cui l’arabo è la lingua nazionale possiedono caratteristiche geopolitiche e background storici molto complessi. I dati demografici a disposizione sono, però, rilevatori dell’intensità del fenomeno linguistico. L’Egitto, ad esempio, è il paese arabo più densamente abitato (con ben 82.000.000 di abitanti circa) mentre il Baḥraìn è quello meno abitato (solo 1.332.000 di abitanti). Medaglia d’argento e di bronzo per numero di abitanti vanno all’Algeria e al Sudàn con rispettivamente 39.210.000 e 38.000.000 abitanti. Seguono l’Iràq e il Marocco (che si fermano a circa 33.000.000 di abitanti), dunque, l’Arabia Saudita, lo Yemen e la Siria (tutti superiori a 22.000.000 di abitanti). Gli Emirati Arabi e la Tunisia contano circa 9.500.000/10.000.000 di abitanti; seguono, infine, la Giordania, la Libia, il Libano, la Palestina, la Mauritania, l’Omàn, il Kuwait e il Qatàr (attestando una popolazione compresa tra i 6.500.000 e i 2.170.000 abitanti).

Circa il 90% di detta popolazione si professa musulmana e vive accanto alle comunità arabe di cristiani (circa il 6% della popolazione totale) e di altre confessioni (circa il 4% della popolazione totale). L’etnia è propriamente araba anche se è molto diffusa anche quella berbera nella zona nordafricana e quella curda in area mediorientale.

Altri paesi islamici, poi, per ovvie ragioni religiose, definiscono l’arabo lingua ufficiale insieme a quella più diffusa nel territorio come, ad esempio, accade del Ciad e nella Somalia. In questo caso, tuttavia, la comunità dei parlanti arabo è piuttosto ristretta.
Il quadro linguistico del mondo arabo (e, di conseguenza, l’apprendimento di questa lingua) è reso ancor più complesso dalla presenza del dialetto, una sorta di vulgata colloquiale con cui la gente ordinariamente interagisce e che ciascun bambino impara sin dalla sua più tenera età. I dialetti arabi non vanno intesi come “espressione linguistica popolare”: dal docente universitario al commerciante, dall’avvocato alla casalinga, nei contesti di ordinaria quotidianità (al mercato, dal barbiere, a casa tra amici e parenti, ad esempio) viene utilizzato al-‘amiyyah (il dialetto, per l’appunto) confinando l’arabo standard di derivazione coranica a contesti più formali. I dialetti differiscono in base al contesto geografico e possono risentire presentare anche parlate e intonazioni che variano di città in città. Inoltre, i dialetti dell’area nordafricana presentano diversi sostrati linguistici, tra cui il berbero, e risentono dell’influenza esercitata dal francese mentre quelli dell’area del Vicino Oriente sono più vicini all’arabo standard. L’arabo che si studia di norma nei corsi per stranieri, che viene utilizzato dai mass media, dalla letteratura e dal mondo editoriale, che viene utilizzato presso gli ambienti accademici e amministrativi, che è definito lingua ufficiale nei suddetti paesi e che deriva dal Corano è il Modern Standard Arabic (MSA), l’arabo standard moderno o al-fuṣḥà, l’eloquente. L’arabo del Corano è la forma classica.
Accanto all’arabo, l’inglese e/o il francese sono molto diffusi presso il popolo arabo come retaggio post-coloniale L’arabo ha esercitato una forte influenza linguistica presso molte altre lingue; l’italiano, ad esempio, possiede moltissime parole di derivazione araba.


RAPPORTI TRA LA LINGUA ARABA E IL CORANO

L’arabo è, storicamente parlando, nato prima del Corano. Tuttavia, è innegabile il forte rapporto esistente tra questi due elementi. Molti, infatti, sono i riferimenti presenti nel Testo Sacro che alludono alla lingua araba, ad esempio:
• “Così noi rivelammo il Corano quale Predicazione araba (…)” , Sura XX, 113
1

• “Alìf, Làm, Rà. Ecco i Segni del Libro Chiarissimo: ecco l’abbiamo rivelato in dizione araba a che abbiate a comprenderlo”, Sura XII, 1-2;

• “E noi ben sappiamo che essi dicono: “Glielo insegna un uomo!”. Ma la lingua di quello cui pensano è barbaro mentre questo è arabo chiaro!”, Sura 16, 103.
L’arabo, dunque, è la lingua dell’Islàm con cui tutt’oggi i fedeli indirizzano le lodi e le preghiere ad Allah. E ai profondi legami con il Corano si deve sia la formalizzazione della grammatica – conseguente alla nascita di questo credo – sia la sua diffusione dal punto di vista territoriale. A partire, infatti, dall’VIII secolo d.C., si diffuse una nuova dominazione su tutto il Medio Oriente e il Nord Africa e le genti si convertirono all’Islàm dando vita a un lunghissimo percorso storico dalla forte identità sia linguistica sia religiosa.

 

PERCHÉ STUDIARE L’ARABO?
L’arabo è una delle lingue straniere più richieste dal mercato del lavoro. Questa competenza linguistica è sempre più ricercata dalle aziende sia italiane che estere insieme a una conoscenza approfondita (e settoriale) dell’inglese. Vediamo un po’ più nel dettaglio in quali settori lavorativi è richiesta la conoscenza dell’arabo.

Business/commercio internazionale – dal mondo arabo verso l’Occidente: sono sempre più numerosi gli investimenti (e con essi i magnati arabi, i famosi “sceicchi”) nel mondo occidentale. Gli unici attuali concorrenti sono solo i cinesi.

Business/commercio internazionale – dall’Italia verso il mondo arabo: il Made in Italy spopola nel mercato dei Sauditi e degli Emirati. Ad esempio, la moda e i marmi sono particolarmente apprezzati e ricercati.

Risorse energetiche: sono numerosissimi i progetti per la costruzione e la gestione di oleodotti, giacimenti e altre infrastrutture che vedono il partenariato con società italiane.

Giornalismo e scrittura creativa/traduzioni letterarie ed editoriali: l’attenzione rivolta verso i paesi arabi è particolarmente alta di questi tempi. Un reporter potrebbe aver di bisogno di conoscere l’arabo per meglio sfruttare le proprie fonti. Negli ultimi anni, poi, si è andata sempre più intensificandosi l’attenzione verso la produzione letteraria ed editoriale contemporanea araba.

  Terzo settore/Mondo sociale: purtroppo, sono molti gli arabi che cercano migliori condizioni di vita emigrando così dai propri paesi. Il fenomeno delle migrazioni (quasi sempre in condizioni drammatiche) è di dolorosa attualità e interessa moltissimo l’Italia. Gli operatori sociali – ma anche i professionisti che lavorano nel mondo sanitario, le forze armate e i mediatori culturali e linguistici – sono chiamati a conoscere questa lingua per meglio interagire e prestare adeguato soccorso.
Chiaramente il presente elenco non è esaustivo ma indicativo di come l’arabo sia sempre più ricercato oggi tra le competenze professionali. Vero è che in contesti professionali l’inglese è ancora la lingua maggiormente utilizzata ma “l’apertura verso nuovi mercati del mondo arabo e l’intensificazione dei rapporti commerciali con tali paesi hanno reso la conoscenza della lingua cosa gradita e spesso richiesta, se non fondamentale, in alcuni profili lavorativi”

(cit. Saana Darghmouni, Arabo per affari, Hoepli, 2016).

 

1 La traduzione in italiano dei versetti ivi indicati è di A. Bausani, cit. Il Corano, ed. Rizzoli, 2000.

 

Valentina Di Bennardo

Docente Lingua Araba

www.vdbtranslations.it

 

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